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La Valutazione Neuropsicologica: Prevenzione e Cura delle Sindromi Neuropsicologiche.



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sindromi - neuropsicologiche

A cura di Pamela Schietroma


L’esame neuropsicologico è un processo di misurazione del funzionamento cognitivo globale della persona e comprende la valutazione del comportamento, delle capacità cognitive, delle abilità apprese e del potenziale riabilitativo a seguito di danni, lesioni cerebrali o malattie neurodegenerative.

La neuropsicologia è la scienza che permette di studiare il funzionamento dei sistemi emotivi, cognitivi e comportamentali in funzione della struttura neuro-anatomo-fisiologica del cervello al fine di esplorare la struttura funzionale della mente ed i suoi correlati neurali con scopo diagnostico e riabilitativo.


L’attività della mente genera da un sistema multicomponenziale: esistono diversi meccanismi responsabili delle nostre capacità di attenzione, ragionamento, linguaggio, memoria, autocontrollo e di molte altre funzioni cognitive. Quando avviene una lesione o un danneggiamento cerebrale questi sistemi subiscono delle variazioni e si può incorrere in sindromi funzionali qualora venga alterata un’unica funzione oppure sindromi anatomiche derivanti dalla compromissione di un insieme di funzioni localizzate in aree cerebrali adiacenti e solitamente danneggiate in maniera congiunta.


La valutazione neuropsicologica può essere effettuata esclusivamente da professionista competente in neuropsicologia e rappresenta un processo articolato suddiviso in varie fasi. Ciascuna fase permette di ottenere delle informazioni specifiche a partire dal colloquio con il paziente ed i familiari alla somministrazione di strumenti quantitativi standardizzati che permettono di compiere analisi specifiche e richiedere approfondimenti strumentali ai fini diagnostici.


L’esame neuropsicologico consiste in una verifica dello stato della mente volta alla ricerca e alla definizione di un insieme di sintomi che compongono la diagnosi. Le diagnosi neuropsicologiche si dividono in sindromiche che comprendono un insieme di sintomi eziologicamente aspecifici; anatomiche che implicano una localizzazione cerebrale dei deficit cognitivo-comportamentali e diagnosi nosografiche che considerano la natura eziologica della malattia. Le sindromi neuropsicologiche possono essere categorizzate in funzione del dominio cognitivo o rispetto all’evidenza di neuroimaging dell’area o struttura cerebrale danneggiata anatomicamente localizzata in sedi specifiche. Si riporta di seguito in maniera breve e generica una disamina delle principali sindromi neurologiche con riferimento alle funzioni cognitive interessate e alle localizzazioni anatomiche delle lesioni cerebrali.


Sindromi neuropsicologiche riferite a deficit dei domini cognitivi sono:


  • Sindrome Afasica: colpisce il linguaggio con deficit di produzione e di comprensione.

  • Sindrome Anamnestica: interessa la memoria con diversi deficit delle varie componenti. La sindrome Confusionale: corrisponde a una presenza simultanea di disturbi della coscienza, attenzione, percezione, ideazione, memoria, comportamento psicomotorio, emozioni e ritmo sonno-veglia.

  • Sindrome da Neglect che interessa deficit attentivi sensoriali e percettivi specifici;

  • Sindrome Aprassica che risulta in disturbi del movimento e deficit nell’elaborazione dell’informazione motoria azione-relata;

  • Sindrome Visuopercettiva: deficit nella percezione, nella costruzione delle immagini e nell’identificazione degli oggetti;

  • Sindrome Visuospaziale: difficoltà nell’elaborazione visiva e mentale di elementi localizzati nelle varie dimensioni dello spazio;

  • Sindrome Disesecutiva: alterazione dei circuiti implicati nei processi cognitivi, emotivi e comportamentali, incapacità di programmazione e progettazione.

  • Sindromi neuropsicologiche evidenziabili mediante esami di neuroimaging si dividono in:

  • Sindrome Parietale: comporta deficit attentivi di tipo sensoriale, aprassia, disturbi specifici dell’apprendimento;

  • Sindrome Temporale: disturbi del linguaggio, della coordinazione motoria, della memoria;

  • Sindrome occipitale: deficit visivi spaziali, motori e percettivi;

  • Sindrome Parieto-temporale: deficit di tipo visuo-costruttivo, disorientamento, problemi di calcolo e scrittura, disturbi della memoria;

  • Sindrome Frontale: deficit dei circuiti della cognizione, incapacità di auto-controllo e problem solving, disinibizione;

  • Sindrome Fronto-temporale: deficit dei circuiti della cognizione e della memoria con problemi di esecuzione, mancanza di controllo, disturbi nell’elaborazione e codifica delle informazioni;

  • Sindrome Fronto-sottocorticale: interessa circuiti paralleli del controllo motorio e cognitivo;

  • Sindrome Talamica: disturbi specifici in funzione della localizzazione della lesione che interessano deficit sensoriali, motori, linguistici e cognitivi;

  • Sindrome dei Gangli della Base: difficoltà di movimento e deficit motori, di apprendimento e specifici in funzione della lesione.

 

L’elenco sopracitato delle diverse sindromi neuropsicologiche fa comprendere l’importanza di una corretta e approfondita valutazione neuropsicologica. Questa permette di effettuare diagnosi accurate e approfondire in modo mirato e funzionale con accertamenti strumentali e follow-up rispetto alla dimensione neuro-anatomica. La diagnosi, quale esito valutativo finale, permette di impostare un adeguato intervento riabilitativo attraverso l’individuazione delle aree maggiormente compromesse del funzionamento cognitivo, emotivo e comportamentale fornendo una risposta adeguata alle necessità riabilitative.


L’esame neuropsicologico è un processo di analisi del funzionamento intellettivo della persona che prevede la valutazione della capacità di orientamento spazio-temporale, del funzionamento della memoria a breve e lungo termine, delle capacità di attenzione selettiva, sostenuta e divisa oltre all’analisi del linguaggio in comprensione e produzione. Si valuta complessivamente la persona rispetto alle sue proprie capacità nelle diverse aree di funzionamento.


La valutazione neuropsicologica si articola in tre momenti differenti: il primo incontro viene fatto con la persona e consiste in un colloquio con il professionista teso alla comprensione del problema, successivamente, si incontrano familiari o conviventi che possano fornire ulteriori informazioni rispetto alle principali difficoltà e criticità che incontrano nella vita quotidiana con la persona. A seguito di un’attenta sistematizzazione delle informazioni ottenute, la fase valutativa prosegue con un’analisi quantitativa attraverso la somministrazione di test e strumenti standardizzati in grado di rilevare i livelli delle specifiche funzioni cognitive. La diagnosi viene formulata dopo aver stilato un profilo cognitivo generale del paziente insieme alla raccolta organica e completa delle informazioni dei colloqui e dei risultati delle batterie di test somministrati. Contestualmente alla restituzione della diagnosi, si indicano eventuali ulteriori accertamenti strumentali e si procede alla stesura del programma riabilitativo.


La riabilitazione neuropsicologica è un percorso che si basa sulle capacità di plasticità cerebrale, ovvero, sulla possibilità di “creare o ricreare” percorsi neurali in grado di sopperire alle perdite funzionali. Questo processo si rende possibile attraverso meccanismi cerebrali di apprendimento che consentono la riorganizzazione neuronale e il potenziamento delle connessioni neurali, condizione necessaria per creare nuove topografie cerebrali. Gli interventi di neuroriabilitazione psicologica si concentrano sull’addestramento e sul potenziamento delle aree compromesse in funzione della diagnosi. Ciascun programma riabilitativo deve tenere conto delle capacità conservate della persona e utilizzare il potenziale soggettivo al fine di instaurare nuovi apprendimenti che possano sviluppare ulteriori capacità e mantenere il livello delle abilità conservate.


La riabilitazione neuropsicologica è studiata sulla persona al fine di assicurare la migliore qualità di vita possibile ed interviene sulla sfera emotiva-cognitiva e comportamentale ma anche su quella psicologica, sociale e culturale. Il fine ultimo è quello di consentire alla persona di ottenere e mantenere il più alto livello di autonomia possibile favorendo il recupero ed il mantenimento delle abilità compromesse dalla lesione, da processi neurodegenerativi o da malattie neurologiche.


L’ esame neuropsicologico consente di conoscere il proprio funzionamento mentale, per questo, rappresenta un importante strumento di prevenzione in quanto fornisce informazioni sulle fragilità che interessano il dominio della memoria, dell’attenzione, del linguaggio, del ragionamento e della cognizione in accezione più ampia al fine di intervenire prontamente attraverso il potenziamento delle risorse favorendo recupero e mantenimento dei livelli di abilità.

 

Bibliografia

Denes G., Pizzamiglio L., Guariglia C., Manuale di neuropsicologia, Normalità e patologia dei processi cognitivi, Zanichelli, 2019.

Làdavas E., Berti A.E., Neuropsicologia, Il Mulino, 2019.

Mazzucchi A., La riabilitazione neuropsicologica. Premesse teoriche e applicazioni cliniche, Elsevier, 2012.

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